Per motivi non ancora chiari, due tunisini hanno fatto irruzione in una casa occupata da connazionali, aggredendo i presenti e ferendone uno con una fendente sferrato in pieno petto. Le tempestive e pressanti ricerche avviate dai Carabinieri subito dopo l’accaduto, hanno consentito l’identificazione e il rintraccio dei responsabili.
È accaduto nel pomeriggio di domenica ad Altamura, dove i Carabinieri della locale Compagnia hanno sottoposto a fermo di polizia giudiziaria due fratelli, cittadini tunisini di 36 e 34 anni, accusati di tentato omicidio in concorso.
Alle 14.30 circa, una telefonata giunta sul 112 faceva intervenire una “gazzella” del Nucleo Radiomobile presso il locale pronto soccorso, ove era giunta una persona attinta da una coltellata al petto. Le indagini immediatamente avviate dai militari, hanno consentito di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.
In particolare, poco prima, presso un’abitazione del centro, ove risultano coabitare alcuni tunisini, mentre questi ultimi erano seduti a tavola per pranzare, due connazionali vi hanno fatto irruzione e, per motivi non ancora chiari, uno di questi, armatosi di un coltello, vibrava un fendente che colpiva in pieno petto uno dei presenti, un 30enne. Dopo l’aggressione, nonostante un tentativo di reazione dei malcapitati, i due riuscivano a fuggire, facendo perdere le proprie tracce.
Le dichiarazioni rese da alcuni testimoni, hanno consentito agli operanti di identificare i due responsabili del raid, attivamente ricercati presso i luoghi da questi frequentati, ma con un primo esito negativo. Le ricerche, a questo punto, sono state diramate anche ai Comandi Arma limitrofi, rivolte in particolar modo presso ospedali e luoghi di cura, in quanto uno dei due fuggitivi, durante l’aggressione, aveva riporta delle lesioni. Proprio i militari di Santeramo in Colle, appostatisi preventivamente nei pressi del locale pronto soccorso, hanno notato l’arrivo di due cittadini di origine nordafricana, recatisi in quel luogo per farsi medicare. Accertata l’identità dei due e quindi le responsabilità di entrambi nell’aggressione segnalata, gli operanti hanno sottoposto a fermo i due stranieri, poi rinchiusi nel carcere di Bari.
Sono in corso indagini volti ad accertare il movente dell’aggressione, non ancora chiarito.
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