Lunedì 21 Maggio 2012
   
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IL SINDACO STACCA RITIRA LE DIMISSIONI

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Il sindaco Mario Stacca ha ritirato le sue dimissioni dalla carica, presentate dieci giorni fa. La decisione,  dopo il voto unanime - nel corso del consiglio comunale di ieri - da parte della maggioranza di centrodestra di un ordine del giorno che rinnova la fiducia al primo cittadino e "sfiducia" politicamente il presidente del consiglio comunale, Nico Dambrosio.


Le opposizioni non hanno partecipato al voto avendo, invece, depositato una mozione di sfiducia nei confronti del presidente Dambrosio.

In apertura della seduta è stato letto un documento del presidente Nico Dambrosio con cui ha comunicato di non partecipare alla seduta e con cui ha fatto sapere che si astiene dall'attività politica del Pdl e che esce dalla maggioranza. 

Sono venti i consiglieri di maggioranza favorevoli all'ordine del giorno che rinnova “la fiducia al sindaco Mario Stacca ed al suo operato” e invita “tutti coloro che sono stati coinvolti nelle ultime vicende ad assumersi le proprie responsabilità, ad agire di conseguenza”. Il riferimento è al presidente del Consiglio Nico Dambrosio che non ha presieduto la seduta come aveva preannunciato nei giorni scorsi, al quale il primo cittadino ha sollecitato un passo indietro in seguito alle dichiarazioni pronunciate dopo l’omicidio del presunto boss Bartolo Dambrosio. Questo consentirebbe, spiega ancora il documento, “alla maggioranza ed alle istituzioni di poter proseguire il proprio lavoro, con assetti diversi e con la serenità necessaria”.

Dietro l’unità della maggioranza ci sarebbe un possibile rimpasto. Infatti uno dei consiglieri di minoranza, Giandomenico Marroccoli (Mpa), a nome di una Federazione di partiti minori composta da tre consiglieri, ha rivendicato maggiore visibilità.

Il sindaco Stacca aveva chiarito, di fronte alle contraddizioni rimarcate dalla minoranza di questa posizione del capogruppo del Pdl con la sua richiesta di dimissioni a Dambrosio, che “l’ordine del giorno è propedeutico ed è una condizione inderogabile al ritiro delle mie dimissioni”. Sulla mozione di sfiducia ha sottolineato che “è illegittima. Non avendo altri strumenti statutari, dobbiamo agire con i mezzi della politica”.   

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