Non si placano i commenti dopo l’omicidio Dambrosio e mentre c’è chi inizia a mettere in discussione il ruolo del Presidente del Consiglio Comunale di Altamura, procugino del boss ammazzato, le opposizioni stilano documenti.
Presentati in occasione del vertice con il sottosegretario Mantovano, le richieste dei partiti di minoranza sono molteplici.
Ecco, in versione integrale, quello sottoscritto da Saverio Diperna, Dionigi Loiudice, Saverio Loiudice (Partito Democratico) - Raffaele Rella (Sinistra Ecologia e Libertà) - Enzo Colonna (Movimento cittadino Aria Fresca) - Rosa Melodia, Donato Piglionica (Altamura con Piglionica) e quello dei Consiglieri Comunali della Coalizione di Centro, Lillino Colonna e Giacomo Panaro.
Dopo l’ennesimo omicidio, le forze politiche di minoranza ritengono non più prorogabile un’analisi franca e approfondita, che veda impegnati Istituzioni e cittadini per comprendere quanto va accadendo ad Altamura.
Ci pare alquanto singolare che importanti rappresentanti del Comune di Altamura, esponenti dell’amministrazione in carica e delle forze di maggioranza, abbiano descritto la vittima dell’ultimo efferato omicidio, Bartolo Dambrosio, come “personalità eccessivamente portata verso il prossimo”, dal “grande charme”, frequentatore di parrocchie e uomo sportivo che, addirittura, “si allenava con esponenti delle forze dell’ordine”, dimenticando che lo stesso Dambrosio era pesantemente e notoriamente coinvolto in affari criminali (come da anni segnalavano le relazioni della DIA ed informavano i mezzi di informazione).
Tutto questo in una Città in cui il 27 marzo 2010, quasi a mezzogiorno, tra le affollate strade circostanti il mercato settimanale, nessuno ha visto o sentito niente mentre due persone venivano ammazzate in un altro agguato mafioso. In una Città in cui la maggior parte degli omicidi legati alla criminalità, verificatisi negli ultimi anni, sono rimasti irrisolti; in cui non sono mancati casi di lupara bianca; in cui, a distanza di anni ormai, ancora non si conoscono responsabili e motivi dei colpi di pistola indirizzati all’abitazione di un dirigente comunale e dell’aggressione ai danni di un cronista radiofonico; in cui usura ed estorsioni mietono vittime tra imprenditori, operatori economici e semplici cittadini in difficoltà economica.
È necessario ricordare la pesante e difficile condizione degli agricoltori ed allevatori della Murgia barese costretti al silenzio nonostante furti e danneggiamenti subiti.
Non bisogna dimenticare – ed è un nodo delicato al vaglio di indagini avviate dalla Procura di Bari – i rapporti privilegiati tra pezzi delle istituzioni, imprese concessionarie di servizi e lavori pubblici e personaggi alquanto discussi. Ombre e opacità che – auspicano gli scriventi – vengano presto rimosse.
Né si può tacere delle denunce pubbliche (riportate da partiti, movimenti e organi di informazione) riguardanti fenomeni riconducibili a voto di scambio in occasione delle ultime elezioni comunali del marzo 2010.
Questo quadro, sebbene sommariamente delineato, ci induce a ritenere che in questa fase sia fondamentale sottolineare che non si è più di fronte ad un generico, isolato, inaspettato, fatto criminale e ad un’ordinaria delinquenza, ma, forse, ad un’area grigia “che distribuisce equamente lavoro e morte, soperchieria e protezione” (L. Sciascia).
Per questi motivi, non condividendo l’interpretazione (ambigua ed affrettata) dei fatti fornita da esponenti dell’amministrazione comunale e della maggioranza alla guida della Città, riteniamo che per contrastare la criminalità organizzata, bisognerebbe partire da questi quattro punti:
1) Squarciare un velo fatto di indifferenza, imbarazzo, inquietante omertà o compiaciuta incoscienza.
2) Incoraggiare e sostenere – nel nostro piccolo già lo facciamo – il lavoro di validi magistrati della Procura di Bari. La loro azione va sostenuta, a tutti i livelli e con ogni mezzo, per arrivare alla conclusione di indagini delicate e complesse che interessano il territorio da tempo.
3) Dedicare maggiori energie repressive ad intercettare il flusso straripante del denaro frutto di attività criminali (droga, estorsioni, usura, su tutte), colpendo patrimoni e realtà economiche create e cresciute all’ombra della criminalità, non limitandosi a perseguire il piccolo spaccio di droga o il delinquente posto alla fine della catena organizzativa criminale. Una massa imponente di denaro che inquina e compromette la sana economia del territorio, quella degli onesti imprenditori ed operatori commerciali!
4) Incrementare gli attuali organici e le dotazioni di Carabinieri e Guardia di Finanza, già presenti in Città, favorendo i necessari investimenti in ulteriori e qualificate energie investigative.
Attendiamo risposte in merito.
Per il resto, la fiduciosa partecipazione del cittadino nelle istituzioni va coerentemente coltivata attivando e promuovendo VERA TRASPARENZA e CULTURA DELLE REGOLE nell’attività amministrativa, nella gestione del denaro e degli appalti pubblici, nell’attività politica in senso più generale.
Tocca perciò alla politica ed alle istituzioni locali (amministrative, civili, religiose, economiche), ascoltare, non fare finta di nulla, costituire un’efficiente rete sociale baluardo di un’efficace azione preventiva e reagire con le armi della legalità, della trasparenza, della partecipazione, dell'impegno, del lavoro quotidiano, della denuncia, della solidarietà, della leale e fiduciosa collaborazione con le istituzioni preposte alla giustizia e alla sicurezza collettiva.
SOTTOSCRIVONO I CONSIGLIERI COMUNALI DI MINORANZA ANCHE IN RAPPRESENTANZA DEI RISPETTIVI PARTITI E MOVIMENTI:
Saverio Diperna, Dionigi Loiudice, Saverio Loiudice (Partito Democratico) - Raffaele Rella (Sinistra Ecologia e Libertà) - Enzo Colonna (Movimento cittadino Aria Fresca) - Rosa Melodia, Donato Piglionica (Altamura con Piglionica)
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I fatti di sangue che si sono registrati negli ultimi mesi sono particolarmente allarmanti e sintomatici della radicata presenza sul territorio murgiano di organizzazioni malavitose che non hanno piu’ carattere rudimentale o occasionale.
Il reiterarsi di omicidi, tentativi di omicidio, morti bianche, aggressioni – cosi’ come il diffuso commercio illecito di droghe di qualsiasi natura – sono significativi di una rete criminale strutturata, capillarmente inserita, regolamentata da regole mafiose, facile all’impiego delle armi e alle esecuzioni con l’annullamento della vita, oltre che della liberta’ stessa.
Gia’ il problema si era manifestato in termini preoccupanti negli anni 70 con l’abigeato e con i furti nelle campagne e il conseguente ed inesorabile abbandono delle attivita’ agricole e pastorali.
Le operazioni e le inchieste che si sono succedute a partire dai primi anni 90 avevano gia’ evidenziato forme organizzate dedite ad attivita’ illecite .
I numerosi procedimenti promossi in questo ventennio , denominati LA ROSA, IL FARAONE, MURGIA, CARLO MAGNO, GRAVINA, ALLIGATOR, SIRIA, IL CANTO DEL CIGNO, SAETTA, HONLY SMOKE , hanno evidenziato in tutta la sua interezza la gravosa problematica che affligge la nostra terra.
Tuttavia, la comunita’ e quanti hanno rivestito compiti di rappresentanza a vari livelli, hanno sottovalutato o ignorato segnali inconfutabili, oltre che le stesse risultanze di quei processi, quasi tutti conclusi con l’accertamento di responsabilita’ penali per reati di tipo associativo.
Sotto questo profilo va dato atto che le forze di polizia – di numero davvero esiguo e limitato rispetto alla estensione del territorio e alla densita’ della popolazione oltre che all’incrementarsi del fenomeno malavitoso - , nonostante non fossero forniti di mezzi adeguati, hanno svolto un’attivita’ costante e puntuale, molto spesso proficua.
Cio’ rilevato, si ritiene che non sia piu’ derogabile o procrastinabile il potenziamento dell’organico e dei mezzi della Compagnia dei Carabinieri, nonche’ della Polizia Locale al fine di assicurare un costante monitoraggio del territorio, oltre che una presenza capillare delle forze dell’ordine tale da svolgere funzione sia preventiva che di deterrenza. Inoltre va organizzato il controllo e la sorveglianza soprattutto durante le ore notturne, con il coordinamento di tutte le forze.
Sul punto si rileva e si denuncia che la Compagnia Carabinieri Altamura dispone di un solo mezzo, nelle ore notturne, per tentare di coprire un’area vasta, abitata da circa 150.000 abitanti.
In considerazione dei risultati conseguiti dalle Forze dell’Ordine gia’ presenti sul territorio, non si ritiene che il fenomeno mafioso possa essere contrastato o arginato validamente ed efficacemente solo con l’introduzione di nuove forze di polizia.
La vera questione e’ che gli organici delle forze di polizia ( si pensi che la compagnia di Altamura conta appena 100 unita’ circa e cle la polizia municipale conta 50 uomini circa) vanno incrementati e qualificati, unitamente a mezzi e risorse, in ragione dell’aumento della popolazione, della forte presenza di extracomunitari non regolari, dell’ incremento e diversificazione delle attivita’ finanziarie/commerciali, della diffusione della droga, dell’incremento della microcriminalita’, della piu’ articolata organizzazione malavitosa.
In ogni caso, si ritiene preliminare e doveroso che la politica offra esempi di corretta gestione della cosa pubblica secondo i parametri della legalita’ e della trasparenza a partire dalla assunzione dei dipendenti, a finire agli appalti.
Sul punto, si ritiene non piu’ procrastinabile la istituzione di procedure cristallizzate che consentano di escludere qualsiasi sospetto.
Ne’ puo’ sottacersi che i pubblici amministratori debbano tenere condotte, anche al di fuori dei ruoli pubblici rivestiti, inappuntabili, alla stregua di un codice etico, di cui si auspica la redazione ed introduzione.
I Consiglieri Comunali della Coalizione di Centro: Lillino Colonna e Giacomo Panaro
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