Lunedì 21 Maggio 2012
   
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DUE RIGHE SU DOMENICA, IN PIAZZA...

uno-contro-tutti

Eravamo in circa 400, ieri, in Piazza Repubblica. Per dire no alla mafia, certo, ma soprattutto per dire che si è Stato e si è per la Legalità ogni giorno, ciascuno assolvendo ai propri compiti e ed ai propri doveri istituzionali, politici, professionali e lavorativi.

Ottimo il testo con il quale è stata introdotta (da Valentina D'Aprile) la manifestazione di ieri (leggi sotto). Emozionante Donato Emar Laborante con la sua lettura finale dei versi di Ezra Pound (“Contro l’usura”).

Abbiamo però visto trasformarsi la piazza, laidamente e strumentalmente, nel palcoscenico, a beneficio di fotografi e cameramen, per il rito autopurificatore di chi è al potere cittadino da anni, di chi ad ogni sussurro delle parole mafia, illegalità e ancor più “intreccio mafioso-politico-affaristico” ha sempre gridato al complotto giudiziario-mediatico-politico, alla campagna denigratoria-diffamatoria, accompagnando grida e lazzi con querele, citazioni per danni e messaggi intimidatori.

Al cospetto di questa esibita ed ostentata presenza scenica, abbiamo visto pure lo sconcerto, l’imbarazzo, nei visi delle persone perbene, che, pur non numerose, ieri erano presenti.

400 persone, 400 semi di speranza da coltivare e diffondere.

 

IL TESTO DELLA "GIUSTIFICAZIONE DELLA MANIFESTAZIONE"

 

Questa nostra presenza oggi ha un solo motivo:

dimostrare che c’è una parte della società civile che si muove, non resta indifferente, vuole distaccarsi e attende ancora risposte precise.

Il grave quadro criminale delineatosi con il duplice omicidio di marzo scorso, in pieno centro cittadino, e, da ultimo, con l’efferata uccisione di un capomafia intorpidisce in misura maggiore il clima di una cultura mafiosa infiltratasi già da tempo nel nostro tessuto cittadino.

Le dichiarazioni dei nostri amministratori, pubblicate sui giornali, per quanto stralciate o decontestualizzate, lasciano trapelare un atteggiamento ambiguo nei confronti della personalità mafiosa che NOI NON ACCETTIAMO.

Il criminale non va confuso con il resto della società che pone l’onestà, il rispetto dell’altro, la non violenza al centro dei propri valori.

Il mafioso non deve essere definito “uomo di charme”, una “persona con un alto senso dell'educazione”, né “una personalità eccessivamente portata verso il prossimo”.

Meno che mai dai più alti livelli istituzionali della nostra città, come è accaduto.

Il monito del sottosegretario al Ministero dell’ Interno, on. Mantovano, risuona oggi con forza:  le «esaltazioni di personaggi criminali appaiono veramente inaspettate e fuori luogo».

Come abbiamo scritto “La mitizzazione dei capi mafia e il modello imperante del furbo (aiutati dai mezzi di informazione) costituiscono la “normalizzazione” di ciò che è illegale e forniscono il substrato culturale in cui le mafie proliferano”.

Così come il nucleo organizzato di persone che fa sistematicamente dell’intreccio politica- criminalità- affari un comune centro di interessi va chiamato con un solo nome: MAFIA.

La mafia ad Altamura c'è, come provano le cronache giudiziarie degli ultimi 20 anni: anni di traffici illeciti, estorsioni, omicidi e lupare bianche.

Non siamo noi a dirlo, ma le relazioni pubblicate dalla Dia e dalla Dda.

Da ultimo la procura di Bari ha affermato che:

''Nonostante i significativi risultati già ottenuti con l’individuazione e la cattura di due dei quattro killer che hanno fatto parte del commando che ha ucciso il boss di Altamura, la Procura di Bari intende avvalersi di un magistrato esperto nel contrasto alla criminalità organizzata per fare piena luce non solo sull’ultimo fatto di sangue, ma su tutto l’intreccio mafioso- affaristico -politico che ha caratterizzato la vita della cittadina barese''.

Noi vorremo, in primo luogo, che oltre agli inquirenti a “FARE LUCE” su tale intreccio così esteso fosse chi ha gestito- nella fiducia di noi tutti- negli ultimi 20 anni la nostra città.
Noi rifiutiamo OGNI FORMA DI OPACITÀ perché non può confondersi la parte di società responsabile con la società criminale.

Le intercettazioni di conversazioni tra esponenti politici e imprenditori locali dimostrano l’esistenza di rapporti amichevoli, scherzosi, di vicinanza che pongono in grave pericolo la legalità della nostra economia e che non devono passare inosservati.

L’assunzione di responsabilità è il primo passo per far riemergere l’economia sana che, da anni, è piegata da quella illegale e che fa fatica ad inserire noi giovani.

Imprenditori, forze dell’ordine, partiti, movimenti liberi o associati, la Chiesa, i liberi cittadini: tutti sono chiamati a non chiudere gli occhi e a denunciare.

Siamo rammaricati delle modalità attraverso cui si è fatta “DISINFORMAZIONE” su quelle che erano le reali finalità ed energie di questa manifestazione.

La strumentalizzazione “incolore” fattane da alcuni giornali e da alcuni politici mira ad alimentare quella cultura dell’INDISTINTO  che agevola il fare mafioso.

E noi siamo qui per chiedere e fare CHIAREZZA.

Nessuno può permettersi di appropriarsi di questa manifestazione, neppure il Sindaco, semplicemente AVVISATO dell’iniziativa per rispetto dell’istituzione comunale in sé.

Nessuno. Meno che mai chi ha coperto la verità dei fatti che oggi noi CHIEDIAMO A GRAN VOCE DI TIRAR FUORI.

Questa manifestazione non è di nessun battagliere personale, né di destra né di sinistra.

È un momento di incontro e di riflessione che un comitato spontaneo ha voluto condividere con la gente di Altamura.

È una manifestazione dello Stato, nel rispetto dello Stato. E che per questo si svolge nella Piazza della Repubblica, cioè dello Stato.

Perché se la mafia si qualifica come Anti- Stato noi anche in questo vogliamo distinguerci.

Non ci sarà nessun corteo e nessun’altra persona al di fuori dei nomi presenti sulla locandina avrà diritto di salire sul palco.

Da questa parte ci sono persone che cercano risposte e non ammettono confusione con chi quelle risposte PUO’ E HA IL DOVERE DI FORNIRLE. Nelle sedi ad hoc.

Questa manifestazione vuole dire BASTA alle fucine dei PAROLAI, di chi promette ma non ha mai tempo per mettersi a lavorare seriamente sui problemi reali e pensando al bene comune.

Questa manifestazione dà tutto il proprio sostegno ad Alessio Di Palo, per la sua libertà di idee e per la forza dei fatti che ha il coraggio di denunciare e raccontare ogni giorno. Quando si subiscono minacce, intimidazioni e aggressioni personali, è solo il coraggio della verità che può spingerti a continuare.

Questa manifestazione è un invito ad informarsi, a non lasciar passare ogni cosa come se non ci riguardasse. È un invito alla libertà di idee che non può essere schiacciata dal denaro quando si vota. È un invito alla libertà fisica e morale che non deve essere calpestata con il denaro speso per la droga, che finanzia a sua volta il circuito criminale.

Questa manifestazione spera di lanciare un messaggio: cominciare col dire “NO ALLA MAFIA, PER ESTIRPARE DAVVERO LA “MALA PIANTA” DELLE MAFIE DALLA NOSTRA MURGIA”.

 

 

Coordinamento Altamura per la Legalità

 

NOI NON VOGLIAMO TROVARE UN POSTO IN QUESTA SOCIETÀ…

MA TROVARE UNA SOCIETÀ IN CUI VALGA LA PENA DI TROVARE UN POSTO (Mauro Rostagno ucciso dalla Mafia il 26 settembre 1988).

 


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