Lunedì 21 Maggio 2012
   
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C’È STRAGE DI UOMINI DOVE C’È STRAGE DI LEGALITÀ

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Gli ultimi episodi criminosi che hanno toccato Altamura impongono un supplemento di riflessione. Una riflessione all’insegna della chiarezza di analisi sulla situazione nella quale siamo immersi; un recupero del ruolo attivo, fiducioso e partecipe dei cittadini; la reale, tangibile trasparenza nei confronti della cittadinanza.

I fatti e i dati a disposizione impongono di andare oltre la solita retorica populista sulla sicurezza. Non è tanto questione di aggiungere forze dell’ordine, militarizzare il territorio, chiudersi in difesa. Per essere chiari: siamo di fronte ad una battaglia per la legalità e non tanto per la sicurezza, che della prima è una variabile dipendente. Perché c’è strage di uomini dove si è già consumata strage di legalità e di verità.

Per quanto riguarda il contrasto alla criminalità organizzata, insistiamo nel chiedere che si affrontino quattro questioni:

1) Bisogna reagire per squarciare un velo fatto di indifferenza, imbarazzo, inquietante omertà o compiaciuta incoscienza. Quella che ha portato sinora i vertici amministrativi cittadini a definire Altamura come un’isola felice nonostante in questi anni si siano consumati fatti di particolare gravità. O vogliamo dimenticare le pistolettate all'indirizzo dell’abitazione di un dirigente comunale? Le misteriose scomparse di cittadini altamurani, casi di sospetta lupara bianca? Le aggressioni e le azioni intimidatorie ai danni di giornalisti? Le denunce di qualche imprenditore vittima di usura ed estorsioni? La circostanza che un imprenditore altamurano, per le sue denunce, è sottoposto al programma di protezione da parte del Ministero?

2) Abbiamo fiducia – e lo incoraggiamo nel nostro piccolo – nel lavoro di validi magistrati come Antonio Laudati e Desirèe Digeronimo. La loro azione va sostenuta, a tutti i livelli e con ogni mezzo, per arrivare alla conclusione di indagini delicate e complesse che interessano il territorio da tempo.

3) Oltre a perseguire il piccolo spaccio di droga o il delinquente posto alla fine della catena organizzativa criminale, è indispensabile dedicare maggiori energie repressive ad intercettare il flusso straripante del denaro frutto di attività criminali (droga, estorsioni, usura… su tutte), colpendo patrimoni e realtà economiche create e cresciute all’ombra della criminalità. Che fine fa questa massa di denaro? Inquina e compromette la sana economica del territorio, quella degli onesti imprenditori ed operatori commerciali!

4) Bisogna incrementare gli organici e le dotazioni di Carabinieri e Guardia di Finanza, già presenti in Città, favorendo i necessari investimenti in ulteriori e qualificate energie investigative.

Attendiamo risposte in merito.

Per il resto, la fiduciosa partecipazione del cittadino nelle istituzioni va coerentemente coltivata attivando e promuovendo VERA TRASPARENZA e CULTURA DELLE REGOLE nell’attività amministrativa, nella gestione del denaro e degli appalti pubblici, nell’attività politica in senso più generale.

Tocca perciò alla politica ed alle istituzioni locali (amministrative, civili, religiose, economiche), ascoltare, non fare finta di nulla e reagire con le armi della legalità, della trasparenza, della partecipazione, dell'impegno, del lavoro quotidiano, della denuncia, della solidarietà, della leale e fiduciosa collaborazione con le istituzioni preposte alla giustizia e alla sicurezza collettiva.

SIAMO TUTTI AVVERTITI. SENZA PIÙ ALIBI.

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